OPEN DAY
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RETTE E MODULISTICA PRE-ISCRIZIONE Anno scolastico 2021/2022
EMERGENZA CORONAVIRUS
Ripresa attività didattiche A.S. 2020/2021

La nostra scuola è caratterizzata da un clima evidente di accoglienza e di promozione della persona, di ogni persona: basta varcare la soglia d’ingresso per rendersi conto della serenità e della cordialità che abitano i rapporti di tutti con tutti. Già questo non è poco: insegnare la serenità e la pace, oggi è uno dei pilastri della convivenza sociale da ricuperare. Venire e stare a scuola ‘volentieri’ è per noi obiettivo primario di ogni alunno, docente, o personale in altro impiego. Un clima di collaborazione e di pace, capace di far vivere i normali conflitti della crescita e della convivenza quotidiana come occasioni per ‘diventare grandi’ e imparare a stare in relazione positiva con gli altri, maturando atteggiamenti di rispetto e di collaborazione, ci sembra garanzia di capacità di costruire famiglie e aggregazioni che sapranno reggere il futuro.
Non è difficile, poi, incontrare qualche alunno o alunna ‘in difficoltà’ di vario genere, aiutato dai compagni o dagli educatori a stare al passo con gli altri: e anche questo, forse, non si trova dappertutto, nonostante i piani ‘di inclusività’ ormai obbligatori.
Ci sentiamo anche di dire, riguardo alla didattica, che quando qualche bambino o adolescente arriva da noi da altre esperienze, trova di solito i suoi compagni ‘più avanti’ in quasi tutte le discipline. Infatti, il percorso di progettazione per competenze è oggetto da parte degli insegnanti di continua formazione e gli alunni che escono da noi con una buona valutazione, non fanno mai brutta figura nella scuola successiva, anzi, si distinguono per impegno e rendimento.
Ci accoglie un ambiente ampio e spazioso, organizzato e in ordine grazie al contributo di tutti, in primis degli alunni, che sono continuamente sensibilizzati a quell’attenzione all’altro che passa anche dalle piccole cose fatte bene e con amore e dal rispetto per il mondo che Dio ha creato. Quanto agli aspetti economici, osiamo dire, in tutta onestà, che dalla nostra scuola non è mai andato via nessuno perché non fosse in grado di provvedere alla retta. Piuttosto condividiamo con le famiglie la fatica di far quadrare il bilancio, dato che il nostro è quasi sempre in rosso.
Se poi ai ragazzi di oggi insegniamo anche a ragionare e a rendersi conto che non tutto quello che passa per la testa ha la dignità della verità, che c’è il bene e il male, che è possibile credere in un Dio che ha dato la sua vita per amore, - come e più di tutti quelli che amano sul serio - , che l’identità non è solo ‘come oggi mi sento’, che l’ideale della vita non sono i bei vestiti e lo star bene da soli o con gli amici di comodo, forse tentiamo di ricuperare o salvare le radici di quella civiltà che spesso ci si lamenta di aver perso.
Siamo convinti che non esiste un’educazione amorfa e incolore, fondata su un concetto equivoco di libertà come eliminazione di ogni limite e di ogni differenza, ma che in qualunque proposta educativa viene offerto ciò in cui si crede veramente, anche in modo implicito. Noi crediamo nella verità del Vangelo, che ci porta a vivere la fatica quotidiana di tenere il cuore aperto a tutti, dando – nella scuola – le ragioni del perché lo facciamo. San Giovanni Battista Piamarta, che per l’educazione dei giovani ha dato la vita, ci ha insegnato che un vero cristiano è anche un buon cittadino e un lavoratore ben preparato, responsabile e solidale.

 

Padre Enzo Turriceni